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 SENTIRE DI COSCIENZA

Malus I. Lo scoccare delle ore 12

contributo inviato da mostriciattoli il 10 dicembre 2011


Entrarono, quelle sale sembravano ancora più silenziose del
restante castello, la passata magnificenza era sbiadita dal passare dei secoli
e dall’azione vento salato che s’insinuava fin lì, avevano qualcosa di ma­linconico,
come se volessero in qualche modo ancora narrare degli splendori e degli avveni­menti
lieti e tragici di cui erano state testimoni e che ormai non ricordava più
nessuno, nemmeno le leggende.
Desirée, attorniata dai mostriciattoli in rispettoso
silenzio, avanzava piano, quasi in punta di piedi ammirando attonita la
straordinaria bellezza delle architetture che aumentava a ogni sala, dando ogni
volta l’illusione di essere giunti a destinazione, facendo nello stesso tempo
presagire che dietro la prossima porta si celava qualcosa ancora più stupefacente.

La prima sala non era molto grande aveva le pareti
interamente decorate con sottili mosaici e rilievi di belve feroci in lotta tra
loro e con creature fantastiche, unicorni, draghi, lupi, gatti giganteschi, e
uccelli fantastici. Pochi e larghi gradini portavano alla sala successiva, più
grande ricoperta da eleganti fiori notturni che si arrampicavano lungo le alte
pareti dove sembravano essere stati cristallizzati da un’improvvisa gelata
che ne aveva ghiacciato i petali insieme

alle ali delle falene che li popolavano. Un portone d’argento annerito dal
tempo conduceva alla sala successiva dove tra le colonne pendevano ancora
grandi arazzi sbiaditi e lacerati dal vento, raffiguranti scene di guerre ed
eroi ormai dimenticati.

Il successivo portale era scolpito nel cristallo di rocca e
in passato doveva avere avuto i battenti d’argento, adesso erano neri e
polverosi, le pareti e il soffitto erano completamente ricoperti da
straordinari intrichi geometrici d’intarsi d’oro e cristallo riproducenti le
costellazioni della Via Lattea, in fondo si apriva un altro portone maestoso
decorato in filigrana d’oro che scintillava opaco in quel totale abbandono.

Aprirono la porta, la sala era se possibile ancora più ampia,
lungo tutto il lato destro pendevano degli specchi in eleganti cornici d’oro,
alti quasi quanto le finestre che si aprivano sul lato opposto, un tempo doveva
essere stata sfarzosa, ma non era questa la sua particolarità: sul pavimento in
argento annerito si snodava per tutta la lunghezza della sala una maestosa raffigurazione
del Yggdrasil che reggeva i nove mondi racchiusi in cerchi d’oro, al centro dei
quali si trovava il Midgard, proprio per questo detto Terra di Mezzo. Il regno
o mondo più vicino all’ingresso era un po’ spostato verso sinistra.



 


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2 ottobre 2011
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